
Genotipizzazione HPV: quando e perché è utile nella pratica clinica
La genotipizzazione dell’HPV, ovvero il test che consente di identificare il ceppo virale responsabile dell’infezione, sta assumendo un ruolo sempre più importante nelle strategie di prevenzione e nella gestione clinica delle pazienti.
Perché sia realmente utile, tuttavia, è fondamentale che la genotipizzazione venga contestualizzata all’interno di un corretto ragionamento clinico e che se ne comprenda il significato. Non si tratta infatti di un’informazione da interpretare isolatamente, ma di un dato che va integrato con gli altri elementi clinici.
In quali casi la genotipizzazione HPV è utile
La genotipizzazione può risultare particolarmente utile nella gestione dei casi dubbi, in cui sono possibili diversi approcci. In queste situazioni permette una migliore stratificazione del rischio, personalizzata caso per caso.
I ceppi di HPV ad alto rischio si suddividono in quattro gruppi in base al loro potere oncogeno:
- Gruppo 1: HPV 16
- Gruppo 2: HPV 18 e 45
- Gruppo 3: HPV 31, 33, 35, 52, 58
- Gruppo 4: HPV 39, 51, 56, 59, 68
I ceppi appartenenti ai gruppi 1 e 2 sono responsabili della maggioranza dei tumori HPV-correlati.
I ceppi dei gruppi 3 e 4, pur rientrando nella categoria dei ceppi ad alto rischio, presentano un rischio oncogeno significativamente più basso.
Genotipizzazione e decisioni cliniche personalizzate
In alcuni casi selezionati, conoscere il ceppo virale può fornire informazioni aggiuntive utili a orientare la decisione clinica. Un esempio tipico è rappresentato da:
- una lesione di basso grado persistente nel tempo
- una positività persistente al virus HPV
In queste situazioni, la genotipizzazione può aiutare a decidere se intervenire o proseguire con il monitoraggio, e a stabilire con quali intervalli effettuare i controlli, con l’obiettivo di ottimizzare il percorso di cura nei casi a gestione incerta.
Al contrario, quando è presente una lesione di alto grado, la conoscenza del ceppo che l’ha causata non modifica la gestione clinica, poiché l’indicazione al trattamento è già chiara e univoca.
Il ruolo del colposcopista nella valutazione del rischio
Il colposcopista ha il compito di valutare il rischio caso per caso, personalizzando la condotta clinica sulla base di diversi parametri, tra cui:
- risultato del Pap test
- ceppo virale HPV
- aspetto della lesione alla colposcopia
- età della paziente
- desiderio di gravidanza
- stato menopausale
- presenza di altri fattori di rischio
Alla luce del diverso comportamento biologico dei ceppi di HPV, la genotipizzazione, in alcune situazioni, può aggiungere informazioni utili per valutare il bilancio tra benefici e rischi di un trattamento.
Prospettive future
In prospettiva, il ruolo della genotipizzazione HPV potrebbe diventare sempre più rilevante anche nei programmi di screening, contribuendo a una gestione sempre più personalizzata e mirata.
Fonti:
- Demarco M, Hyun N, Carter-Pokras O, et al. A study of type-specific HPV natural history and implications for contemporary cervical cancer screening programs. EClinicalMedicine. 2020; 22:100293.
- Inturrisi F, de Sanjosé S, Desai KT, et al. A rapid HPV typing assay to support global cervical cancer screening and risk-based management: A cross-sectional study. Int J Cancer. 2024; 154(2):241-250
- RACCOMANDAZIONI SICPCV 2025-2026 Gestione colposcopica delle lesioni del basso tratto genitale



